Endpoint Management

Nuovo ciclo di rilascio annuale per SCCM

Introduzione

Con l’annuncio ufficiale del 5 novembre 2025, Microsoft ha dichiarato che a partire da versione 2609, Configuration Manager passerà a un ciclo di rilascio annuale (vedi blog).

Questo cambiamento rappresenta una svolta significativa: lasciare il modello semestrale per adottare una cadenza più prevedibile, stabile e in linea con la strategia “cloud-first” dell’azienda
Roadmap delle prossime versioni

VersioneData stimataNote principali
2509Dicembre 2025Aggiornamenti di qualità e stabilità, supporto ARM64
2603Marzo 2026Miglioramenti di sicurezza in linea con l’iniziativa Microsoft Secure Future Initiative
2609Settembre 2026Prima release ufficiale del nuovo ciclo annuale
2709Settembre 2027Futuri aggiornamenti (dettagli da definire)
Tabella 1 – Configuration Manager – Version roadmap

1

Pianificazione semplificata

Con un solo rilascio all’anno, i team IT possono pianificare aggiornamenti con maggiore certezza e visibilità

2

Focalizzazione su stabilità e sicurezza

Ogni release sarà orientata a fornire qualità, affidabilità e supporto a lungo termine, piuttosto che introdurre continuamente nuove funzionalità

3

Tempo per migrare a cloud-native

Microsoft Intune resta la piattaforma verso cui Microsoft indirizza tutta l’innovazione futura


Nota: Microsoft conferma che ogni versione continuerà a ricevere 18 mesi di supporto dalla data di rilascio, ma è sempre meglio fare riferimento al grafico di gestione ciclo vita – vai al grafico.


Cosa cambia per le aziende

Il passaggio a una cadenza di rilascio annuale rende la gestione molto più prevedibile: con meno aggiornamenti di versione da affrontare, diminuisce il “rumore” operativo e diventa più semplice pianificare con consapevolezza manutenzioni e upgrade. Anche gli interventi urgenti si riducono, perché Microsoft rilascerà hotfix e correzioni fuori ciclo solo in presenza di problemi realmente critici, evitando così aggiornamenti improvvisi che possono interferire con le attività aziendali.

Allo stesso tempo, questo nuovo ritmo libera tempo e risorse che le aziende possono dedicare alla definizione o al consolidamento di strategie ibride o cloud-native. ConfigMgr continuerà a essere un punto fermo per gli ambienti on-premise, ma la scelta di migrare verso Intune o adottare un modello co-gestito diventa sempre più una decisione strategica. Per le organizzazioni regolamentate o con infrastrutture particolarmente complesse, la stabilità garantita da un ciclo annuale rappresenta un vantaggio tangibile, perché riduce il rischio di cambiamenti frequenti e consente una pianificazione più rigorosa e conforme alle esigenze normative.

Cosa significa per il tuo percorso se usi Endpoint Manager/ Intune/co-management

Alla luce di questo annuncio, questo è un momento ideale per rivedere il proprio percorso di gestione degli endpoint. È utile rivalutare se mantenere un modello on-premise con ConfigMgr, passare al co-management oppure pianificare una migrazione completa verso Intune. Allo stesso modo, conviene programmare gli upgrade con maggiore anticipo per evitare imprevisti e sfruttare la “tranquillità” offerta da un ciclo annuale per concentrarsi su ciò che spesso viene rimandato: automazione, miglioramento della compliance, ottimizzazione delle policy e consolidamento della governance.

Conclusioni

Il passaggio a un ciclo annuale per Configuration Manager segna un cambiamento importante: meno click da fare ogni anno, più stabilità, e maggiore prevedibilità per i team IT.

Allo stesso tempo, rafforza il messaggio di Microsoft: l’innovazione futura si gioca soprattutto su cloud + Intune. Se gestisci ambienti ibridi o stai già lavorando a una migrazione, questo è un buon momento per fare il punto e definire la roadmap dei prossimi 12–24 mesi.

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