WDS deprecation in the next Windows Server release
Introduzione
Il ruolo Windows Deployment Services (WDS) sarà deprecato a partire dalla prossima versione di Windows Server. L’annuncio, pubblicato il 21 settembre 2026 nella KB5129631 – Windows Deployment Services deprecation in the next Windows Server release, riguarda le funzionalità integrate nel sistema operativo per la distribuzione di Windows attraverso la rete, compresi i servizi PXE e gli strumenti di amministrazione di WDS.
La modifica interessa le organizzazioni che utilizzano ancora Windows Deployment Services per installare i sistemi operativi e quelle che hanno configurato Microsoft Configuration Manager con Distribution Point che dipendono dal servizio WDS per l’avvio PXE. Per questi ambienti diventa opportuno verificare le configurazioni esistenti e valutare le alternative disponibili, tenendo presente che la funzionalità di Operating System Deployment (OSD) di Configuration Manager continuerà a essere supportata.
Cosa prevede la deprecazione di Windows Deployment Services
Windows Deployment Services è un ruolo di Windows Server che permette di avviare l’installazione di un sistema operativo attraverso la rete, utilizzando il protocollo Preboot Execution Environment (PXE) e le immagini di avvio basate su Windows PE.
La deprecazione annunciata coinvolge il ruolo WDS nel suo complesso, inclusi i servizi Deployment Server e Transport Server, le funzionalità PXE integrate, gli strumenti di gestione e le API utilizzate dalle applicazioni che interagiscono con WDS. Sono interessati anche i meccanismi di distribuzione multicast che dipendono dal ruolo e i componenti Windows PE specifici per i client WDS, come WinPE-WDS-Tools.
Il cambiamento arriva dopo alcune limitazioni introdotte negli anni precedenti. A partire da Windows 11, i flussi di installazione basati direttamente sul file boot.wim del supporto Windows in modalità WDS non sono più supportati. Nell’aprile 2026 sono state inoltre introdotte modifiche di sicurezza che hanno disabilitato per impostazione predefinita gli scenari di distribuzione automatica hands-free di WDS, diventati non supportati dopo l’installazione degli aggiornamenti rilasciati dal 14 aprile 2026. La nuova comunicazione estende quindi il percorso di deprecazione al ruolo WDS e alle funzionalità che ancora ne dipendono.
La deprecazione di Windows Deployment Services è prevista a partire dalla prossima versione di Windows Server e non comporta modifiche immediate alla disponibilità del ruolo nelle versioni attualmente supportate, incluso Windows Server 2025. Non è stata ancora annunciata una data definitiva per la rimozione di WDS, che potrà avvenire in una successiva versione del sistema operativo.
Cosa cambia per PXE e Microsoft Configuration Manager
La distribuzione dei sistemi operativi attraverso Microsoft Configuration Manager continuerà a essere disponibile anche dopo la deprecazione di WDS, grazie alla possibilità di gestire l’avvio PXE attraverso il servizio Configuration Manager PXE Responder, indipendente dal ruolo Windows Deployment Services.
Questa modalità è già supportata e può essere configurata direttamente nelle proprietà di un Distribution Point. Negli ambienti che utilizzano ancora WDS per rispondere alle richieste PXE, il passaggio al risponditore integrato permette di eliminare tale dipendenza, mantenendo le funzionalità di Operating System Deployment supportate da Configuration Manager.
L’impatto del cambiamento dipende quindi dalla configurazione utilizzata, come illustrato nella tabella seguente.
Scenario | Impatto della deprecazione |
WDS standalone | Sarà necessario valutare una soluzione alternativa prima della futura rimozione del ruolo. |
Configuration Manager con PXE basato su WDS | È consigliata la migrazione al Configuration Manager PXE Responder senza WDS. |
Configuration Manager con PXE Responder senza WDS | Il servizio PXE è già indipendente da WDS e non è interessato direttamente dalla deprecazione. |
Configuration Manager con multicast basato su WDS | Occorre valutare il passaggio a unicast e le eventuali conseguenze per rete e Distribution Point. |
Un aspetto che merita attenzione riguarda proprio il multicast, utilizzato per distribuire la stessa immagine a più dispositivi contemporaneamente, riducendo il traffico complessivo rispetto a trasferimenti separati. Il PXE Responder senza WDS supporta le distribuzioni unicast, mentre le funzionalità multicast di Configuration Manager richiedono ancora Windows Deployment Services. Negli ambienti che effettuano installazioni simultanee su numerosi dispositivi, il passaggio a unicast può quindi richiedere una valutazione della capacità dei Distribution Point e della banda disponibile, soprattutto quando vengono distribuite immagini di grandi dimensioni.
La distribuzione tramite PXE rimane uno degli scenari supportati da Configuration Manager, che può essere utilizzato anche nei processi di reinstallazione associati a Windows Autopilot for existing devices. Per approfondire le differenze tra i diversi modelli di provisioning è disponibile l’articolo su Endpoint Ninja dedicato a Windows Autopilot Device Association.
Come verificare se Configuration Manager utilizza ancora WDS
Per individuare i Distribution Point che dipendono da WDS è possibile utilizzare direttamente la console di Microsoft Configuration Manager, accedendo all’area Administration > Distribution Points e aprendo le proprietà del server da controllare.
Nella scheda PXE, l’opzione Enable PXE support for clients indica che il Distribution Point è abilitato a rispondere alle richieste di avvio attraverso la rete. L’impostazione da verificare è Enable a PXE responder without Windows Deployment Service, che determina l’utilizzo del risponditore PXE di Configuration Manager indipendente da WDS. Quando quest’ultima opzione è abilitata, il Distribution Point utilizza il servizio PXE integrato in Configuration Manager. Se invece il supporto PXE è attivo e l’impostazione non è selezionata, il server utilizza la configurazione basata su Windows Deployment Services.

La migrazione richiede qualche attenzione quando viene effettuata su un Distribution Point già utilizzato in produzione. Abilitando il risponditore senza WDS, Configuration Manager sospende il servizio Windows Deployment Services, rendendo necessario verificare che non siano presenti altri processi di distribuzione che dipendono dal ruolo.
Prima di modificare un Distribution Point in produzione, è consigliabile verificare il funzionamento del nuovo PXE Responder su un gruppo di dispositivi di test, includendo quelli che si avviano da subnet differenti. Per analizzare eventuali problemi di risposta alle richieste PXE è possibile consultare il file SMSPXE.log, disponibile sul server che ospita il Distribution Point.
Per le infrastrutture che utilizzano direttamente Windows Deployment Services, senza Configuration Manager, la valutazione deve comprendere anche le immagini Windows PE personalizzate e gli eventuali script che utilizzano i componenti WDS. In questi casi occorre individuare una soluzione di deployment alternativa compatibile con le esigenze dell’ambiente, poiché il PXE Responder di Configuration Manager è destinato ai Distribution Point gestiti attraverso il prodotto.
Conclusioni
La futura deprecazione di Windows Deployment Services rende opportuno esaminare le dipendenze presenti nelle infrastrutture di distribuzione Windows, soprattutto negli ambienti che utilizzano ancora il ruolo WDS per il PXE Boot o per le installazioni multicast.
Per chi gestisce i sistemi operativi attraverso Microsoft Configuration Manager, la presenza del PXE Responder senza WDS permette già di adottare una configurazione indipendente dal ruolo destinato alla deprecazione. Gli ambienti che utilizzano ancora il risponditore basato su WDS possono pianificare la migrazione nell’ambito delle normali attività di manutenzione, verificando prima le caratteristiche della rete e le eventuali dipendenze da multicast. La verifica delle dipendenze da WDS può essere inserita nelle normali attività di manutenzione dell’infrastruttura Configuration Manager, tenendo conto anche del Nuovo ciclo di rilascio annuale di SCCM, che permette di pianificare gli aggiornamenti del prodotto insieme agli interventi sui Distribution Point.
Considerando che Windows Server 2025 e le precedenti versioni ancora supportate continueranno a rendere disponibile WDS secondo i rispettivi cicli di vita, non è necessario prevedere interventi immediati esclusivamente a causa dell’annuncio. Una ricognizione dei Distribution Point e dei servizi utilizzati permette comunque di preparare le future migrazioni, evitando di scoprire dipendenze da WDS durante l’aggiornamento dell’infrastruttura Windows Server.