Microsoft Intune App Inventory: inventario applicativo avanzato
Introduzione
Negli ambienti gestiti con Microsoft Intune, distribuire applicazioni è solo una parte del lavoro. Una volta che i device sono in esercizio, il tema diventa capire che cosa è realmente installato, quali versioni sono presenti, quali applicazioni sono state distribuite tramite canali IT e quali, invece, sono arrivate sui client in modo diverso. Chi lavora tutti i giorni con Intune sa bene che la vista delle applicazioni gestite è fondamentale, ma non sempre basta per prendere decisioni complete. Sapere che un’app Win32 è stata assegnata correttamente non significa necessariamente avere una fotografia completa del software installato sul device. In molti casi serve una visibilità più ampia, soprattutto quando bisogna analizzare versioni obsolete, software non standard, installazioni per utente, applicazioni installate fuori processo o differenze tra assegnazione e stato reale del client.
App Inventory nasce proprio in questo contesto. La funzionalità consente di raccogliere, per i dispositivi Windows gestiti da Intune, un inventario applicativo più ricco rispetto alla vista tradizionale delle Discovered apps, includendo metadati come percorso di installazione, comando di disinstallazione, dimensione stimata, architettura, ambito di installazione e altri dettagli utili alla governance applicativa. App Inventory lavora oggi in parallelo con Discovered apps ed è indicato come sostituto di lungo periodo di quella vista, anche se entrambe le funzionalità continuano a coesistere.
In questo articolo vedremo come configurare App Inventory in Microsoft Intune, quali dati può raccogliere, dove consultarli e quali verifiche fare quando le informazioni non compaiono come previsto.
Perimetro tecnico della guida
App Inventory è una funzionalità di visibilità e inventario. Non installa applicazioni, non aggiorna software, non rimuove applicazioni non autorizzate e non applica remediation automatica. Serve a raccogliere informazioni più dettagliate sul software rilevato sui device Windows e a renderle consultabili nel dettaglio del dispositivo. Questo significa che App Inventory non sostituisce una strategia di application governance. Può aiutare a individuare software non gestito, versioni non allineate o installazioni non previste, ma le azioni successive restano a carico dell’amministratore: packaging, supersedence, remediation, rimozione applicativa, App Control for Business, Defender for Endpoint, TVM o altri processi di sicurezza e gestione.
È altrettanto importante non confondere App Inventory con la vista Managed apps. Managed apps mostra il mondo delle app gestite o assegnate tramite Intune. App Inventory, invece, mostra le applicazioni rilevate localmente dal device, indipendentemente dal modo in cui sono state installate. Proprio per questo motivo, nome, versione e metadati possono non coincidere perfettamente con quelli configurati nell’app gestita in Intune.
Attenzione: la disponibilità della funzionalità, la UX del portale e alcune opzioni possono dipendere dal tenant, dal rollout del servizio e dal tipo di dispositivo. L’articolo fotografa il comportamento documentato e verificabile alla data di pubblicazione.
Cos’è App Inventory in Microsoft Intune
App Inventory è una funzionalità di Microsoft Intune che consente di raccogliere informazioni più dettagliate sulle applicazioni installate sui device Windows gestiti. La raccolta non parte automaticamente: per abilitarla bisogna creare e assegnare una policy di configurazione di tipo Properties catalog, selezionando le proprietà applicative da raccogliere nella categoria ApplicationProperties.
Dal lato client, App Inventory estende il Device Inventory Agent già usato da Intune per la raccolta di informazioni inventariali. Per le app Win32, il dato viene letto dalle chiavi di uninstall del registro, sia a livello macchina sia a livello utente, includendo anche le app a 32 bit su sistemi a 64 bit. Per le Microsoft Store app, la raccolta avviene tramite le API del package manager di Windows.
Questo aspetto è importante perché spiega anche alcuni comportamenti che si vedono poi nel report. Se un’app non espone correttamente un’informazione nel registro o nel package manager, quella proprietà potrebbe non essere valorizzata in App Inventory. Il report non deduce magicamente i dati mancanti, ma mostra quello che il device riesce a raccogliere dalle sorgenti locali disponibili.
La differenza rispetto alla semplice lista delle app gestite è quindi sostanziale. App Inventory non parte dall’oggetto applicativo creato in Intune, ma dallo stato reale del device.
Feature | Cosa mostra | Quando usarla | Limiti e note |
|---|---|---|---|
Managed apps | Le app gestite o assegnate tramite Intune e il relativo stato di installazione | Verificare deployment, assegnazioni, errori di installazione, stato utente/device | Non rappresenta necessariamente tutto il software installato sul device |
Discovered apps | Lista aggregata delle app rilevate sui device enrolled nel tenant | Avere una vista tenant-level del software rilevato | Refresh meno frequente; metadati più limitati; per Windows App Inventory è indicato come sostituto di lungo periodo |
App Inventory | Elenco per-device delle applicazioni rilevate, con metadati più ricchi | Analizzare software installato, versioni, publisher, install scope, percorsi, comandi di uninstall e possibili app non gestite | Richiede policy Properties catalog; oggi focus Windows; dati dipendenti da ciò che il device espone |
Properties catalog | Profilo Intune usato per definire quali proprietà raccogliere dal device | Abilitare raccolta di proprietà hardware/applicative più dettagliate | La raccolta dipende dalle proprietà selezionate e dal supporto della piattaforma |
Prerequisiti
Per utilizzare App Inventory servono alcuni prerequisiti tecnici e amministrativi. I dispositivi devono essere gestiti da Microsoft Intune e, per la funzionalità App Inventory su Windows, la documentazione indica Windows 10/11 e Microsoft Entra joined (vedi pagina Microsoft Known limitations per App Inventory). La raccolta dei dati applicativi richiede inoltre una policy Properties catalog assegnata al device o al gruppo di device interessato. Senza questa policy, i dispositivi non inviano dati ad App Inventory.
Dal punto di vista dei permessi, per creare il profilo Properties catalog serve un ruolo Intune adeguato. La documentazione del Properties catalog indica il ruolo built-in Policy and Profile Manager oppure un ruolo custom con almeno Device Configurations > Create e Organization > Read. Per visualizzare i dati raccolti sui device serve il permesso Managed Devices > Read.
Operativamente, i prerequisiti da verificare sono:
- Microsoft Intune attivo nel tenant
- dispositivi Windows 10/11 gestiti da Intune
- device Microsoft Entra joined per App Inventory, secondo la documentazione specifica della funzionalità
- disponibilità della funzionalità nel tenant
- permessi amministrativi per creare profili di configurazione
- permessi di lettura sui managed devices
- creazione e assegnazione di una policy Properties catalog
- tempo di raccolta dati non immediato dopo l’assegnazione
Attenzione: per gli ambienti co-managed o Hybrid joined, la documentazione generale del Properties catalog è più ampia rispetto alla pagina specifica di App Inventory. Se avete un parco misto, conviene partire con un gruppo pilota e verificare effettivamente la comparsa della scheda App Inventory e dei dati raccolti prima di estendere la configurazione.
Creare la policy Properties catalog per App Inventory
Vediamo ora come procedere passo passo. Questa è la parte più importante della configurazione perché, come anticipato, App Inventory non raccoglie dati finché non viene assegnata una policy Properties catalog con la categoria ApplicationProperties. Per iniziare, apriamo il Microsoft Intune admin center e andiamo in Devices > Configuration. Da qui creiamo una nuova policy scegliendo Windows 10 and later come piattaforma e Properties catalog come tipo di profilo.

Nella scheda Basics assegniamo un nome alla policy, ad esempio Windows – App Inventory properties, aggiungiamo una descrizione se la riteniamo utile e proseguiamo con Next.

Passate alla sezione Configuration settings e selezionate Add Properties, e nel catalogo delle proprietà cercate o selezionate la categoria ApplicationProperties. A questo punto potete scegliere quali proprietà applicative raccogliere, alcune proprietà sono obbligatorie e vengono selezionate automaticamente. Queste proprietà sono il set minimo necessario per costruire il record applicativo e vengono riportate nella documentazione come required e selezionate di default:
Proprietà obbligatoria | Significato |
|---|---|
App Name | Nome applicazione rilevato dal device |
App Version | Versione applicazione rilevata localmente |
Publisher | Publisher indicato dalla sorgente locale |
Architectures | Architettura dell’applicazione |
Install Scope | Ambito di installazione |
Install Scope Platform User Id | Identificativo piattaforma dell’utente, mappato come SID nel report |
Install Scope User Id | Identificativo utente, mappato come User Entra ID nel report |
Oltre alle proprietà obbligatorie, App Inventory consente di raccogliere proprietà opzionali molto utili per attività operative e di governance:
Proprietà opzionale nel Properties catalog | Colonna nel report | Utilizzo |
|---|---|---|
Install location | Install location | Capire dove è installata l’applicazione sul device |
Install date | Install date | Valutare quando l’app è stata installata |
Estimated size | Estimated size | Stimare l’impatto su disco |
Platform-specific app ID | Package Name | Identificativo specifico della piattaforma; per Win32 può corrispondere al product code MSI, per Store app al package full name |
Platform Specific App ID Type | Platform Specific App ID Type | Tipo di identificativo rilevato |
Uninstall command | Uninstall command | Comando di disinstallazione registrato localmente |
Modify command | Modify command | Comando di modifica, se disponibile |
Languages | Languages | Lingue supportate dall’app |
Install Scope User Name | User Name | Nome utente associato all’installazione, con risoluzione best-effort per utenti non Entra |
Questi nomi sono quelli indicati dalla documentazione ufficiale per App Inventory. Non conviene sostituirli con etichette “più leggibili” nella documentazione interna, perché poi l’admin rischia di non ritrovarli nel portale.
Per un primo profilo pilota io suggerirei di selezionare tutte le proprietà opzionali disponibili. In questo modo potete valutare con dati reali quali colonne risultano effettivamente valorizzate nel vostro ambiente e quali sono utili per i processi interni.
In produzione, invece, potete decidere se mantenere un profilo completo o differenziare la raccolta per gruppi di dispositivi. La documentazione prevede la possibilità di creare policy separate per app inventory e device inventory, combinare le proprietà in un unico profilo oppure assegnare più policy con selezioni diverse. Se più policy targettizzano lo stesso device, il dispositivo unisce le impostazioni e, in caso di conflitto sulla stessa proprietà, prevale la raccolta del dato. Completata la selezione, proseguite nel wizard con Select.

Una volta selezionate le proprietà, proseguite con Next.

Nella sezione Scope tags (opzionale) possiamo lasciare il valore Default oppure selezionare uno scope tag già presente nel nostro ambiente Intune. Nel nostro caso lasciamo quello predefinito e proseguiamo cliccando su Next.

Nella sezione Assignments assegnate la policy a un gruppo pilota di device. Eviterei di partire subito con All devices, soprattutto in ambienti estesi o con scenari join differenti. Digitate il nome del gruppo nella barra di ricerca, selezionatelo e proseguite con Next.

Nella schermata Review + create controllate configurazione, proprietà selezionate e assegnazioni, quindi selezionate Create.

Dopo pochi istanti la policy sarà disponibile in Intune e pronta per la distribuzione secondo le assegnazioni configurate.

Consultare App Inventory nel dettaglio del device
Dopo aver creato e assegnato la policy Properties catalog, i dati di App Inventory non compaiono immediatamente nel portale. Il dispositivo deve prima ricevere la configurazione, applicarla, raccogliere le informazioni applicative e inviarle al servizio Intune. La raccolta viene avviata al successivo check-in del device e, sui dispositivi attivi, viene ripetuta più volte al giorno. Per questo motivo, soprattutto nelle prime verifiche, è normale dover attendere prima di vedere popolata la sezione App Inventory.
Per consultare i dati, accedete al Microsoft Intune admin center e spostatevi in Devices > All devices, selezionate un dispositivo Windows incluso nell’assegnazione della policy e aprite la sezione All Apps. All’interno della pagina trovate la scheda App Inventory, che mostra l’elenco delle applicazioni rilevate sul device e le proprietà raccolte in base alla policy configurata. La stessa pagina consente di mantenere nello stesso punto di consultazione sia le informazioni sulle app gestite sia quelle inventariate dal dispositivo.
Nelle prime fasi, se la raccolta non è ancora disponibile o se il device non ha ancora inviato i dati, potreste visualizzare un messaggio simile al seguente:

Una volta che la policy è stata recepita dal dispositivo e la raccolta dati ha iniziato a produrre risultati, la scheda App Inventory viene popolata con le applicazioni rilevate localmente. I dati visualizzati riflettono quanto raccolto dal device e possono includere applicazioni installate tramite Intune, applicazioni presenti nell’immagine, software installato manualmente o componenti distribuiti con altri strumenti. Per questo motivo, nome, versione e metadati dell’applicazione possono non coincidere sempre con quelli definiti nelle app gestite in Intune.

Facciamo attenzione alla lettura dei dati, perché nella sezione All apps appaiono due categorie:
Managed apps è la vista che usate per capire cosa Intune sta gestendo: app assegnate, stato di installazione, installazioni riuscite, errori, install pending e così via. È una vista legata al ciclo di vita delle app gestite.

App Inventory è invece la vista di ciò che il device riporta come installato. Può includere app distribuite da Intune, app installate manualmente, app presenti nell’immagine, app installate da altri strumenti, app per utente e app per macchina.
Questa differenza spiega perché la stessa applicazione può apparire con nomi o versioni leggermente diversi. L’app gestita in Intune potrebbe chiamarsi, ad esempio, “Adobe Acrobat Reader DC – Corporate”, mentre sul device il nome rilevato potrebbe essere quello registrato dal vendor nel registro di uninstall. Non è necessariamente un errore, sono semplicemente due sorgenti informative diverse.
Deep dive nelle proprietà raccolte
La parte più interessante di App Inventory non è soltanto la lista delle app, ma il significato delle proprietà raccolte. Alcune proprietà del Properties catalog vengono visualizzate nel report con un nome diverso rispetto al nome usato in fase di configurazione. Questo è normale e va documentato, soprattutto se il dato verrà usato da più team. La documentazione ufficiale, che potete trovare alla pagina App inventory for Windows devices in Microsoft Intune riporta alcune mappature tra proprietà configurata e colonna visualizzata nel report.
Proprietà configurata nel Properties catalog | Colonna visualizzata in App Inventory | Significato | Note |
|---|---|---|---|
Install Scope Platform User Id | SID | SID associato all’ambito utente dell’installazione | Utile per installazioni per utente e scenari multi-user |
Install Scope User Id | User Entra ID | Identificativo Entra dell’utente associato all’installazione | Presente per app user-scoped quando disponibile |
Install Scope User Name | User Name | Nome utente associato all’installazione | Risoluzione best-effort per utenti non Entra |
Platform Specific App Id | Package Name or Uninstall Registry Key Name | Identificativo specifico dell’app in base al tipo | Per Store app è il package full name; per MSI può essere il product code; se non applicabile può diventare uninstall registry key name |
Ci sono poi colonne che possono comparire nel report ma non sono configurabili direttamente nel Properties catalog. La documentazione cita, tra queste, MSI Product Code, Installed For, Last updated e Last checked. Queste colonne sono utili perché aggiungono contesto amministrativo. Installed For, ad esempio, aiuta a capire se l’app è installata a livello device o per uno specifico utente. Last checked aiuta a valutare quando il device ha riportato l’ultima volta i dati di inventario. Last updated indica quando il record applicativo è stato aggiornato.
Ad ogni modo, di default, nel mio ambiente di test visualizzo le seguenti colonne:

Per aggiungere più colonne, è sufficiente cliccare su Columns ed aggiungere quelle desiderate per avere un report più dettagliato. Nel seguente esempio, ho aggiunto Uninstall command e Last updated.

Dal lato Windows, la differenza tra applicazioni Win32, Store app, MSI e installazioni per utente è rilevante. Le app Win32 vengono lette dalle chiavi di uninstall di sistema e utente, mentre le Store app vengono lette tramite il package manager. Questo significa che non tutte le proprietà saranno valorizzate nello stesso modo per ogni applicazione. Un esempio tipico è il comando di disinstallazione, per molte applicazioni Win32 troverete un valore in Uninstall command, perché il vendor lo registra nella chiave di uninstall. Per altre app, soprattutto se installate con meccanismi meno standard o in contesto utente, il dato potrebbe essere assente o non immediatamente utilizzabile in una remediation automatica.
Attenzione: il fatto che App Inventory mostri un comando di uninstall, e non sempre lo mostrerà, non significa che Intune lo userà automaticamente, è un dato inventariale. Se volete rimuovere quell’app, dovrete costruire una remediation, una Win32 app, uno script, una policy o un processo dedicato.
Casi d’uso pratici
App Inventory diventa utile quando smette di essere visto come l’ennesima overview di app e viene usato come base informativa per prendere decisioni. Un primo caso d’uso è l’individuazione delle versioni obsolete. Se sapete che una determinata applicazione deve essere almeno alla versione 12.5, potete controllare i device pilota, verificare le versioni presenti e capire se il vostro deployment Intune sta davvero allineando il parco o se esistono installazioni precedenti rimaste fuori dal ciclo di gestione.
Un secondo scenario riguarda il software non gestito. In molti ambienti aziendali, soprattutto dove gli utenti hanno avuto privilegi locali in passato o dove convivono più strumenti di distribuzione, non tutto ciò che è installato arriva da Intune. App Inventory aiuta a vedere queste differenze a livello device, con metadati più ricchi rispetto alle viste tradizionali. Anche il blog Microsoft Mechanics cita questo scenario in termini di identificazione delle shadow apps e di maggiore visibilità su app gestite e non gestite.
Un terzo caso è il confronto tra assegnazione Intune e stato reale del dispositivo. Se un’app risulta installata in Managed apps, ma in App Inventory compare con un nome o un product code diverso, può essere utile verificare il metodo di installazione, la detection rule, il comportamento dell’installer e l’eventuale presenza di versioni legacy.
App Inventory è utile anche nelle migrazioni applicative. Prima di sostituire un’applicazione, dismettere una versione o introdurre una nuova baseline, potete usare l’inventario per capire quali varianti sono presenti sui device, quali publisher sono coinvolti, quali percorsi di installazione vengono usati e se esistono installazioni per utente che rischiano di restare fuori da una rimozione standard.
In ambito razionalizzazione software, il dato può aiutare a distinguere applicazioni realmente diffuse da installazioni isolate. Questo non sostituisce un processo di licensing o software asset management, ma fornisce un punto di partenza più concreto rispetto alla sola percezione dei team applicativi.
Un altro scenario interessante riguarda le installazioni per utente. Nei desktop condivisi, negli ambienti AVD o nei device usati da più persone, capire se una determinata app è installata a livello device o utente può evitare errori di interpretazione. App Inventory include l’install scope e, per le app user-scoped, può riportare l’identificativo Entra dell’utente associato all’installazione.
Infine, App Inventory può supportare decisioni successive su packaging, supersedence o dismissione applicativa. Prima di decidere come gestire un’app, conviene sapere quante versioni esistono, come sono state installate, se hanno product code coerenti, se espongono un comando di uninstall e se sono presenti a livello macchina o utente.
Limiti e punti di attenzione
App Inventory aggiunge visibilità, ma non va interpretato come una soluzione completa di controllo applicativo. Non rimuove applicazioni non autorizzate: se trovate un software non previsto, App Inventory vi aiuta a individuarlo, ma non lo elimina. Per intervenire servono processi separati: script, remediation, Win32 app di uninstall, App Control for Business, policy di sicurezza o attività operative.
Non sostituisce Defender for Endpoint, Threat & Vulnerability Management o strumenti di vulnerability management. App Inventory può mostrare nome, versione e altri metadati, ma la valutazione del rischio, delle CVE, dell’exploitability e della priorità di remediation richiede strumenti e segnali specifici.
I dati non sono immediati. Dopo l’assegnazione della policy, il device deve fare check-in, ricevere la configurazione e completare la raccolta. La raccolta viene eseguita più volte al giorno sui dispositivi attivi, ma non va interpretata come una query real-time.
Non tutte le proprietà saranno valorizzate per tutte le applicazioni. Se il dato non è presente nella chiave di uninstall o non è esposto dal package manager, App Inventory non potrà mostrarlo.
Il report è device-centric. Questo è un vantaggio per troubleshooting e analisi puntuale, ma se dovete fare analisi massive su tutto il tenant potrebbe essere necessario affiancare esportazioni, reportistica, Graph o altri strumenti di analisi.
I nomi delle applicazioni possono differire da quelli usati in Intune. Questo capita spesso con Win32 app custom, app pacchettizzate internamente o applicazioni con naming aziendale diverso dal display name registrato dal vendor.
Le app installate per utente e quelle installate per macchina possono comportarsi in modo diverso. Nei contesti multi-user, questa distinzione è fondamentale.
Per i dispositivi personali o BYOD bisogna essere prudenti, l’articolo è focalizzato sui device Windows aziendali gestiti. In generale, le viste di inventario applicativo possono avere comportamenti diversi tra dispositivi corporate e personal, e per le Discovered apps Intune distingue chiaramente il comportamento tra dispositivi personali e aziendali.
Infine, la UX può cambiare durante il rollout del servizio. Se in un tenant non vedete ancora ApplicationProperties o la scheda App Inventory, non date per scontato che la configurazione sia errata: verificate service release, disponibilità della funzionalità e requisiti del device.
Troubleshooting
Quando App Inventory non mostra i dati attesi, conviene procedere per livelli: policy, assegnazione, device, raccolta, visualizzazione.
App Inventory non mostra dati
La prima verifica è la più semplice, controllate che la policy Properties catalog sia stata creata e che includa ApplicationProperties. App Inventory richiede una device configuration policy per abilitare la raccolta; senza policy assegnata, i device non inviano dati a questa vista. Verificate poi le assegnazioni. Il device deve essere incluso nel gruppo target, eventuali filtri di assegnazione devono consentire l’applicazione del profilo e non devono esserci esclusioni che rimuovono il dispositivo dal perimetro.
Dal dettaglio del profilo Intune controllate lo stato di applicazione sul device. Se il profilo non risulta ancora applicato, forzate una sync dal portale Intune o dal client, poi attendete il successivo check-in. I device Windows appena enrolled fanno check-in più frequenti nelle prime fasi, poi passano a un ciclo stimato intorno alle 8 ore; le azioni di sync amministrative o utente possono anticipare il check-in, ma i report del portale possono comunque richiedere tempo per riflettere lo stato aggiornato.
Controllate anche che il device sia supportato. Infatti, come citato nei prerequisiti, per App Inventory viene richiesto Windows 10/11 e il device deve essere Microsoft Entra joined. Infine verificate la visualizzazione, potrebbero esserci filtri attivi, colonne nascoste o una ricerca che limita i risultati.
ApplicationProperties non è visibile
Se durante la creazione del Properties catalog non vedete ApplicationProperties, controllate innanzitutto di avere selezionato il profilo corretto:
- Platform: Windows 10 and later
- Profile type: Properties catalog
Se avete scelto un altro tipo di profilo, la categoria non sarà disponibile.
Verificate poi la disponibilità della funzionalità nel tenant e la service release Intune. App Inventory è una funzionalità recente e la UX può arrivare in modo progressivo. Controllate anche i permessi dell’account amministrativo: per creare la policy servono permessi di creazione sulle Device Configurations e lettura sull’organizzazione, oppure un ruolo built-in adeguato come Policy and Profile Manager.
Dati incompleti
Se alcune colonne sono vuote, non partite subito dall’idea che ci sia un errore di Intune. Verificate prima quali proprietà avete effettivamente selezionato nella policy. Se, ad esempio, non avete selezionato Uninstall command, non potete aspettarvi di usarlo nel report come dato raccolto tramite policy. Poi considerate il tipo di applicazione. Le app Win32, Store app, MSI e le app installate per utente possono esporre metadati diversi. Per le app Win32, la raccolta legge le chiavi di uninstall a livello macchina e utente; per le Store app usa il package manager. Se il dato non è registrato nella sorgente locale, la proprietà potrebbe rimanere vuota.
Verifica lato client
Per troubleshooting più approfondito, potete controllare i log del Device Inventory Agent. La documentazione del Properties catalog indica il percorso C:\Program Files\Microsoft Device Inventory Agent\Logs. Gli stessi log possono essere raccolti anche tramite l’azione remota di raccolta diagnostica di Intune. Questa verifica è utile quando il profilo risulta assegnato, ma i dati non arrivano o arrivano in modo incompleto. In questi casi conviene confrontare tre elementi: stato del profilo nel portale, log lato client e presenza effettiva dei metadati applicativi nelle sorgenti locali del device.

Conclusioni
App Inventory aggiunge un tassello importante alla gestione applicativa con Microsoft Intune. Prima di aggiornare, rimuovere, standardizzare o bloccare applicazioni, bisogna sapere che cosa è installato sui device. Senza questa visibilità, anche le attività di lifecycle management rischiano di basarsi su informazioni parziali. La funzionalità non sostituisce governance, remediation, vulnerability management o application control. Non interviene automaticamente sul software non autorizzato e non corregge da sola le deviazioni rispetto allo standard aziendale, ma permette però di costruire una base dati più utile, più dettagliata e più vicina allo stato reale del client. In un modello enterprise, App Inventory può aiutare a individuare versioni obsolete, software non gestito, installazioni per utente, differenze tra app assegnate e app realmente presenti, varianti applicative e metadati utili per packaging e dismissioni.